Tragedia di Muggia, no alla caccia di capri espiatori

Tragedie come l’uccisione del piccolo Giovanni a Muggia lasciano attoniti e senza fiato, con un dolore che ti attanaglia e ti fa vacillare sulla strada della vita. Come prima cosa, quindi, esprimo la vicinanza e il cordoglio di questo sindacato alla famiglia e agli amici di Giovanni.
Non posso e non voglio però ignorare gli attacchi violenti, sui social e nei media in generale, alle operatrici e agli operatori coinvolti, soprattutto alle assistenti sociali del Comune di Muggia. I media, che spesso non sono in grado di far comprendere la complessità delle vite, rischiano in questi momenti di spingere non tanto alla ricerca della comprensione ma alla ricerca del colpevole da demonizzare, con l’indesiderato effetto di un ritorno al medioevo, alla caccia alle streghe, al cercare l’untore, solo per trovare un capro espiatorio, con il bisogno di colpire il malcapitato di turno. Oggi tocca soprattutto all’assistente sociale, ma domani potrebbe capitare a giudici, psichiatri, personale del Csm, educatrici ed educatori.
I Servizi Sociali (assistenti sociali, ma ci lavorano anche amministrativi, educatori ed educatrici, assistenti domiciliari e Oss) lavorano in situazioni spesso estreme con un grande carico di lavoro, difficili da comprendere dall’esterno. Si tratta di professionisti che cercano di prendersi cura delle persone in difficoltà con dedizione e competenza.
Seppure in una situazione di welfare sempre più povero, con la risaputa sempre maggiore privatizzazione dei servizi socio-sanitari, mancanza di risorse adeguate, personale ridotto, i servizi sociali sostengono a domicilio le persone con servizi domiciliari e educativi, contributi economici di vario tipo, progetti di comunità, centri diurni, sostegno e tutela ai singoli e alla coppia.
Pur non entrando troppo nel merito di quanto è accaduto (anche perché le professioniste assistenti sociali sono tenute al segreto professionale e pertanto a non divulgare quanto appreso nell’esercizio della propria professione), anche in questa tragica situazione è stato fatto tutto il possibile e quanto previsto, con competenza, professionalità e serietà, nonché profonda umanità, in collaborazione con i servizi sanitari. Ma non ci sono, in questo come in altri casi, spiegazioni facili per gesti così estremi. Non possiamo illuderci di poter prevedere tutte le reazioni umane. Purtroppo non funziona così.
Esprimo quindi solidarietà alle lavoratrici e lavoratori coinvolti, e credo che adesso sia bene rispettare l’immenso dolore della famiglia e dell’intera comunità, non solo quella di Muggia ma anche quella professionale.

Per la segreteria regionale FP CGIL Fvg
Daniela Longo