Gestione rifiuti, sui processi di aggregazione serve trasparenza
Sul futuro dei servizi pubblici locali di gestione dei rifiuti (e non solo) esiste come noto un protocollo d’intesa tra A&T2000, NET, Isontina Ambiente e CAFC. Un documento già firmato, che orienta il percorso verso una nuova multiutility del territorio.
Le organizzazioni sindacali hanno presentato alle tre società coinvolte un’istanza di rilascio di copia del Memorandum of Understanding (MoU) sottoscritto, che ha come oggetto il percorso in due step operativi: la fusione dei soggetti che operano nella gestione dei rifiuti nelle ex province di Udine, Gorizia e in parte dell’area triestina e, successivamente, la costituzione di una multiutility in house che, con il coinvolgimento di Cafc, gestirà sia il servizio di igiene urbana che quello idrico, unificando le competenze in un’unica grande entità.
Dal momento che la conoscenza del dettaglio dei contenuti di questo protocollo viene negata sia ai lavoratori che alle organizzazioni sindacali, che hanno presentato istanza ufficiale di coinvolgimento, è automatico chiedersi perché i lavoratori, le comunità locali e i cittadini interessati non debbano essere edotti del futuro della gestione di questi servizi essenziali nei loro comuni di residenza.
A&T 2000 ha respinto la richiesta di accesso delle associazioni sindacali richiamando la natura “strategica e confidenziale” del protocollo e comunicando l’opposizione di CAFC (che ci si è limitati però a recepire). Nulla a tuttora è pervenuto da NET e Isontina Ambiente.
Eppure, su scelte così delicate che avranno inevitabili ricadute sui lavoratori e sulla vita dei cittadini, a decidere dovrebbero essere in modo consapevole e informato sia gli amministratori locali, che hanno il dovere di perseguire l’interesse pubblico e che rispondono direttamente ai cittadini, sia le organizzazioni sindacali. Perché questo protocollo non può essere messo a conoscenza di chi lavora nei servizi e di chi li usa e li paga come cittadino?
Le organizzazioni sindacali rivendicano con forza il proprio ruolo: difendere lavoro, condizioni operative, sicurezza, diritti e pretendere che una trasformazione così profonda non avvenga sulle spalle dei lavoratori e delle comunità. Continueremo pertanto a chiedere con forza che il protocollo d’intesa venga finalmente messo a disposizione e che si apra un confronto vero e trasparente con sindaci, lavoratori, portatori d’interesse e cittadini, prima che scelte irreversibili vengano calate dall’alto. La via maestra, per chi gestisce servizi pubblici e risorse dei cittadini, è quella della trasparenza, deve che deve essere sempre garantita, soprattutto da aziende a partecipazione totalmente pubblica e che gestiscono servizi pubblici essenziali.
Per le segreterie regionali Fp Cgil e Fit Cisl
Orietta Olivo, Antonio Pittelli
