Iniziativa Cgil a Trieste: «Privatizzare i servizi educativi è sbagliato»

Partecipato e interessante il dibattito organizzato il 4 settembre dalla Cgil Trieste e dalla Cgil Funzione Pubblica Trieste in piazza tra i rivi a Roiano, a Trieste, presenti tutti i partiti di opposizione. Mentre l’asilo nido da 66 posti resta inesorabilmente chiuso, la segretaria generale della Fp Cgil Trieste Mafalda Ferletti ha parlato dei rischi e delle ricadute sulle donne, sulle famiglie, sul nostro territorio della scelta di privatizzare la gestione della struttura. Servono servizi pubblici, accessibili e di qualità.
Non può essere un problema di costi perché il Comune di Trieste sta facendo scelte che dimostrano che non ha problemi economici. È un problema di volontà!
E se su Roiano forse il Comune potrebbe fare un passo indietro, poi potrebbe toccare ai due asili di San Giovanni. «A pagare le spese della concessione – dice Ferletti – sarebbero i bambini, le famiglie e in particolare le donne, nonché i lavoratori stessi. La privatizzazione dei servizi educativi avrebbe come effetto immediato la precarizzazione del lavoro, con aumenti dei contratti annuali e part-time imposti, la riduzione del salario e un calo della qualità del servizio: il pubblico ha per missione l’offrire servizi ai cittadini, il privato ha come solo scopo il profitto». Meno servizi pubblici per la prima infanzia significa meno servizi per le famiglie, in particolare le donne, che potrebbero trovarsi così costrette a ritirarsi dal mondo lavorativo. Lavoro più incerto significa anche meno contributi versati dalle educatrici precarie-croniche, pensioni più basse, meno natalità, meno assistenza, più vulnerabilità. È intervenuto anche Massimo Marega, segretario generale Cgil Trieste.
Dopo il punto di vista della Cgil, c’è stato quello della politica e si è aperto poi il dibattito con la piazza, con le cittadinanza che ha raccontato esperienze, necessità e speranze. I servizi educativi devono essere laici e aperti a tutti, devono restare pubblici e mantenere l’alto livello di cui la nostra città va fiera. La strada della privatizzazione è sbagliata da tutti i punti di vista.