Udine, igiene ambientale: «Sì al gestore unico, ma serve trasparenza»
«Piena trasparenza sui documenti strategici che accompagnano il percorso di fusione. Informazione preventiva sulle ricadute organizzative. Confronto reale con le rappresentanze sindacali. Attenzione concreta alle condizioni di lavoro, ai carichi, ai ruoli e alla tenuta del clima interno». È quanto chiede la Fp Cgil Udine, con il segretario generale Andrea Traunero, alle società e alle amministrazioni pubbliche coinvolte nel progetto di creazione del gestore unico per i rifiuti.
«La Fp Cgil Udine – spiega Traunero – è assolutamente favorevole alla creazione di un gestore unico del servizio di igiene ambientale e ritiene prioritaria la costruzione di una società partecipata sana, funzionale, trasparente ed efficiente, capace di garantire qualità del servizio, solidità organizzativa e tutela del lavoro. Proprio perché consideriamo questo obiettivo importante e strategico, riteniamo che esso non possa essere perseguito rimuovendo o minimizzando i segnali di criticità che emergono nella fase di transizione». La richiesta di chiarezza riguarda in primis l’impatto del processo sui lavoratori. «Dire, come fatto recentemente dai vertici di A&T 2000, che il turnover del personale è nella norma – prosegue il segretario della Fp Cgil Udine – non basta a chiarire se vi siano state uscite fisiologiche oppure se si stiano manifestando criticità concentrate in determinati uffici, in specifici ruoli, in particolari fasi del cambiamento o a carico di quali professionalità. Le risposte da dare sono, quindi, chi esce, da quali aree, con quale anzianità, con quali competenze, in quale momento del processo di fusione e per quali ragioni. È su questo terreno che si misura la serietà di una governance pubblica. Perché un conto è gestire con trasparenza una fase complessa, altro limitarsi a respingere ogni segnale di disagio come se fosse soltanto una narrazione ostile».
Da qui la richiesta di chiarezza. «Parliamo di una transizione che coinvolge assetti societari, organizzazione del lavoro, servizi essenziali con ricadute su centinaia di migliaia di cittadini. Il confronto con i lavoratori e le loro rappresentanze, quindi, non può essere ridotto a una comunicazione rassicurante o a dati esposti in modo parziale».
