Giustizia allo stremo, fondamentale la stabilizzazione dei precari

Più della metà del personale precario in forza nei tribunali della regione ha scioperato oggi, aderendo alla protesta indetta dalla Funzione pubblica Cgil a sostegno della stabilizzazione dei 12mila lavoratori assunti a livello nazionale nell’ambito dei progetti Pnrr per l’efficientamento dell’amministrazione giudiziaria. A comunicarlo è Mauro Cenci, responsabile funzioni centrali delle Fp Cgil Friuli Venezia Giulia, al termine del presidio tenutosi questa mattina a Trieste, in piazza Unità d’Italia, al quale hanno partecipato una quarantina di persone.


Sempre stamattina una delegazione sindacale ha incontrato il Prefetto di Trieste, e commissario di Governo per il Friuli Venezia Giulia, mentre nel pomeriggio un secondo incontro si è tenuto tra i sindacati e il Prefetto di Gorizia, il territorio che negli ultimi anni ha sofferto maggiormente gli effetti della carenza di personale nelle strutture giudiziarie. «Oltre a garantire che i risultati dei progetti Pnrr in termini di efficientamento e riorganizzazione dei servizi – si legge nella lettera che la Fp Cgil ha consegnato ai prefetti – la stabilizzazione di tutti i precari attualmente in forza all’amministrazione potrebbe anche dare la spinta necessaria a far ripartire la contrattazione integrativa nell’amministrazione giudiziaria e a riconoscere il diritto alla carriera di tutto il personale, con la definizione delle famiglie professionali e la strutturazione a regime dell’ufficio per il processo. Al momento, però, non risultano stanziate in adeguati capitoli del bilancio statale le risorse straordinarie necessarie alla stabilizzazione di tutti i lavoratori assunti  in attuazione degli obiettivi Pnrr, i cui contratti di lavoro scadono il 30 giugno 2026, nonostante il loro straordinario contributo all’ammodernamento del sistema giustizia, alla riduzione dell’arretrato e all’innovazione digitale ed organizzativa».


Per quanto riguarda i numeri, oltre metà del contingente Pnrr in regione è impiegato a Trieste, con 27 lavoratori in corte d’appello e 50 in tribunale, 35 a Udine, 24 a Pordenone e 12 a Gorizia, tra funzionari degli uffici per il processo, funzionari tecnici, operatori data entry. «Lo sciopero di oggi – si legge ancora nel testo consegnato ai Prefetti – arriva dopo tre anni di iniziative su tutti i territori e al culmine di un percorso di mobilitazione lungo che ha l’ambizione di far emergere lo stato del sistema giustizia nel suo complesso, a causa della scarsa valorizzazione professionale ed economica del personale di ruolo, dell’emergenza degli organici, dell’impossibilità di redistribuire adeguatamente i carichi di lavoro e di garantire pienamente l’utilizzo di tutti gli strumenti di flessibilità organizzativa».