Contratto sanità, la beffa degli arretrati
Lo scorso 27 ottobre è stato firmato in via definitiva il nuovo Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità. Un contratto che Fp Cgil non ha sottoscritto, ritenendolo del tutto insufficiente: un contratto al ribasso, incapace di rispondere alla crisi di attrattività della sanità pubblica e alle condizioni di lavoro sempre più pesanti del personale.
La mancata firma non ha nulla a che vedere con contrapposizioni politiche, come qualcuno ha voluto insinuare. La Cgil firma i contratti solo quando sono dignitosi e quando garantiscono adeguati incrementi e tutele salariali. Ne è prova il recente rinnovo dei metalmeccanici, firmato dalla Cgil, che prevede un aumento medio di 205 euro, ben lontano da quanto previsto nel comparto Sanità.
Oltre agli aumenti troppo bassi, mediamente 35 euro lordi per un infermiere, del tutto inadeguati di fronte all’inflazione del triennio di riferimento (2022–2024), che ha raggiunto il 16%, a rafforzare la contrarietà della Cgil c’è anche l’ammontare degli arretrati. Sebbene il Ccnl riguardi tre anni, gli arretrati sono stati riconosciuti solo per il 2024, e non per l’intero triennio. Per questo, pur potendo teoricamente raggiungere i 2.000 euro, nelle tasche dei lavoratori sono arrivati appena 700–800 euro, sia perché il contratto vale poco, sia perché i lavoratori e lavoratrici avevano già percepito degli anticipi detratti ora proprio dagli arretrati. Anticipi a suo tempo erogati per scelta unilaterale del Governo, che sapeva di offrire aumenti contrattuali troppo bassi rispetto all’inflazione,
Le attese create da chi ha firmato il contratto sono state smentite dai fatti Chi ha sottoscritto il Ccnl ha alimentato aspettative che oggi si rivelano infondate. La realtà è che il personale della sanità pubblica continua a ricevere pochi spiccioli, nonostante impegno, responsabilità, turni pesanti, mancate conciliazioni vita-lavoro e condizioni operative sempre più complesse.
Il risultato? Professionisti che lasciano il sistema o che non vi entrano nemmeno Se non si investe davvero nella sanità pubblica, non si può continuare a chiedersi perché manchi il personale.
La risposta è evidente: stipendi bassi, carichi insostenibili, poca considerazione. La Fp Cgil continuerà a battersi per un rinnovo dignitoso, con risorse adeguate e condizioni di lavoro rispettose della professionalità di chi garantisce ogni giorno la salute dei cittadini.
Orietta Olivo, segretaria generale Fp Cgil Fvg
