Comparto Unico, non è la Cgil che blocca il rinnovo: manca il testo

Leggiamo sul giornale di oggi la ricerca dell’Ires sui dipendenti del pubblico impiego: bene che siano aumentati, bene che il loro stipendio sia cresciuto. L’analisi condotta dall’Ires, ente che la FP Cgil stima e con cui frequentemente collabora, dà un quadro generale che mette insieme, però, tutti i lavoratori e lavoratrici del sistema pubblico, e i loro stipendi, sommando settori che le categorie del pubblico (FP) e nemmeno quelle della scuola (FLC) seguono contrattualmente: mi riferisco alle forze armate di cui non conosciamo il numero di addetti. Soprattutto, però, la ricerca comprende tutte le diverse categorie dei dipendenti, quindi anche la dirigenza. Questo è evidente dai numeri totali degli addetti, come anche dai redditi.
Per fare tre esempi a random e precisare come si traducano i numeri nella realtà di chi fa un lavoro pubblico e non è un dirigente, possiamo riferire che:
– I dipendenti NON DIRIGENTI delle funzioni locali FVG, nel 2024, erano circa 13.700 (compresi gli interinali). Il dato è certo perché abbiamo fatto le elezioni delle RSU e quindi ci è stato dato il numero preciso;
– Il netto di un dipendente che lavora da qualche anno nella categoria D, la categoria più alta che troviamo nel Comparto Unico, è pari a 1.700/1.800 euro al mese;
– Un infermiere, turnista (quindi con notti e festivi), a fatica arriva a duemila euro al mese.
E veniamo alle esternazioni dell’assessore Roberti: il rinnovo del contratto 2022-24 è bloccato da Cgil e Cisal. Il punto di vista dell’Assessore non corrisponde alla verità dei fatti. Noi non stiamo bloccando alcun contratto perché, pur lavorandoci da mesi, non esiste ancora un articolato contrattuale, e nonostante siamo ancora a questo punto, quindi lontani da vedere un testo definitivo, in modo piuttosto inusuale a questo punto dei lavori, più volte al tavolo di trattativa, ci è stato chiesto di dire ADESSO se intendiamo firmare il contratto.
La risposta della Fp Cgil è stata duplice:
– Primo, abbiamo chiesto di quale contratto stiamo parlando perché noi abbiamo in mano pezzi distinti di norme contrattuali che stiamo rivedendo e non un intero articolato contrattuale. Non abbiamo ancora mai parlato di soldi se non in termini percentuali generali (7,5%), mentre il contratto deve tradurre quella percentuale negli euro che andranno nelle tasche dei lavoratori e lavoratrici.
– Secondo, un sindacato decide alla fine della scrittura di tutto il testo del contratto, pesando la componente normativa e quella economica contenute, se porre o meno la propria firma. Troppo comodo rovesciare sulla Cgil, e sulla Cisal, la responsabilità di un rallentamento delle trattative. Capiamo che all’Assessore possano essere più congeniali sindacati che accettano senza troppe rimostranze le sue proposte, ma la Cgil cerca di fare il proprio lavoro e cioè portare ai lavoratori e lavoratrici del Comparto Unico il meglio che si può ottenere dalle poche risorse date.
Da dicembre 2025,abbiamo fatto un incontro in gennaio, uno in febbraio, ne faremo uno il 3 marzo e uno il 24 marzo. Poiché a dettare i ritmi degli incontri non è la compagine sindacale ma quella datoriale, è evidente che l’assessore non ha interesse a chiudere in fretta, non noi. Quando si vuole stringere i tempi, si fa un incontro a settimana. Gli incontri durano tre ore e tra l’incontro di dicembre e quello di gennaio di quest’anno, abbiamo perso molto più di un’ora ad ascoltare le critiche della delegazione dei datori di lavoro sui comunicati della Cgil. Dica chi legge se siamo noi che blocchiamo i lavori.
La Fp Cgil, in particolare, è molto propositiva: mandiamo continuamente, e da diverso tempo, le nostre proposte di articolato per discutere e continuare i lavori. Se volessimo, come dice l’assessore, bloccare questo contratto, chi ce lo farebbe fare di lavorare per predisporre i testi da inviare?
Ricordiamo all’assessore che se non fosse stato per i sindacati su cui lui strumentalmente sta cercando di scaricare le sue responsabilità, poiché è lui che stanzia le risorse, e che lo preoccupano perché pesano più del 51% della compagine sindacale, noi avremmo ancora risorse pari al 5,78%. È grazie ai presidi e alle diverse forme di protesta che la Fp Cgil ha messo in campo che siamo arrivati al 7,5% , percentuale che continuiamo a ritenere sia ancora troppo bassa ma, come detto, stiamo al tavolo per capire se i dipendenti del Comparto Unico potranno ottenere qualcosa di vantaggioso anche dalla parte normativa.
Le carte si vedono alla fine. La Fp Cgil si assume le sue responsabilità e non le scarica sugli altri…solo così, per precisione.

Orietta Olivo, segretaria generale Fp Cgil Fvg