«Campagna vaccinale, obiettivi irrealistici se persiste questa disorganizzazione»

«Gli
obiettivi di copertura della campagna vaccinale in regione e in
provincia di Udine appaiono del tutto irrealistici, anche nel caso in
cui le forniture fossero garantite dalle case farmaceutiche». Ad
affermarlo è il segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil
Andrea Traunero, assieme a Claudio Palma, rappresentante sindacale della
categoria all’interno dell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli
centrale (Asufc). «Considerando anche i prodotti per i quali è richiesta
una seconda dose – spiegano Traunero e Palma – si tratta di gestire non
meno di 1,5 milioni di somministrazioni, cioè oltre 4mila al giorno
ponendo come termine il 31 dicembre, successivo alle scadenze indicate
per il raggiungimento dell’immunità  di gregge. Purtroppo, però, le
156mila persone vaccinate dal 30 dicembre a oggi, la stragrande
maggioranza delle quali tuttora in attesa della seconda dose, se
richiesta, corrispondono a un ritmo inferiore alle 2.500
somministrazioni al giorno. Il che vuol dire che a fine dicembre avremo
raggiunto, di questo passo, poco più di metà  della popolazione. Questo –
rincarano i due sindacalisti – per effetto non solo delle carenze di
personale e dei tempi lunghi dell’accordo coi medici di base, raggiunto
solo pochi giorni fa, ma anche di un’organizzazione improvvisata e del
tutto insoddisfacente».
Gli
obiettivi prefissati, secondo Traunero e Palma, «non possono essere
affidati solo alla buona volontà  e all’abnegazione del personale, che
nella sola Asufc ha prestato lo scorso anno ben 230mila ore di
straordinario, ma richiedono scelte coerenti da parte della Regione e
delle Aziende sanitarie». Scelte strutturali sia sul fronte del
personale che sotto il profilo organizzativo. «Abbiamo visto –
commentano – il bando per l’assunzione temporanea di specializzandi da
impiegare sul fronte dei tamponi, del contact-tracing e dei vaccini, ma
si tratta di una risposta molto parziale, tanto più se pensiamo che ci
saranno da gestire anche vaccini porta a porta per 3mila utenti fragili,
con mini squadre composte da un medico e un infermiere e tempi medi
previsti di 60 minuti a somministrazione, probabilmente sottostimati se
si considerano i tempi di spostamento, soprattutto in area montana. Se
vogliamo definire obiettivi realistici sui tempi e sull’indice di
copertura della popolazione – concludono i rappresentanti della Fp –
serve un cambio di rotta, con una programmazione condivisa delle
strategie sul personale sia a livello regionale che in Asufc. La Cgil Fp
è pronta a dare il suo contributo in tal senso, con critiche e proposte
di merito, come quelle che ha sempre avanzato fin dall’insorgere della
pandemia».